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Lufthansa, EasyJet e Rayanair in pista per avere rotte e dipendenti in saldo


Fanno gola alle low cost e alle compagnie tradizionali che, cinicamente, aspettano la liquidazione. Rotte, aerei, e una parte del personale sono lì, pronti o quasi ad essere ceduti a prezzi da saldo. Tutto questo, ovviamente, dopo la nomina del commissario straordinario che deve fare cassa in tempi rapidi, massimo sei mesi. Proprio a questo proposito nelle ultime ore sarebbero cresciute le pressioni del governo su Luigi Gubitosi, presidente in pectore della compagnia, per gestire la partita delle dismissioni (...).
Il "no" al piano di salvataggio ha dato una scossa imprevista al risiko del trasporto aereo. Perché, al di là della crisi profonda, il "brand" Alitalia, adeguatamente riposizionato sul mercato, è un affare, visti i flussi turistici del Belpaese e la posizione strategica tra Europa, Africa e Asia. Per non parlare del fatto che sugli aerei con la livrea tricolore vola anche un passeggero particolare: il Papa. (...). Ora, con la liquidazione alle porte, potrebbe tornare d'attualità l'idea, già circolata un paio di mesi fa, di fare di Alitalia una piccola compagnia regionale a guida teutonica. Con circa 5 mila dipendenti in meno, stipendi ridotti del 30% e Fiumicino, nuovo hub del potente network di Lufthansa nel Sud Europa. Un vettore che, nei piani dei tedeschi, dovrebbe avere un numero mirato di voli domestici ed intercontinentali capaci di generare reddito.
Se Lufthansa sta alla finestra osservando la preda, Rayanair si è già mossa (...). Anche EasyJet e Vueling, due realtà in forte crescita proprio a Roma, stanno analizzando il dossier in gran segreto (...) 

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